Il paniere della salute

Il paniere di ottobre

Il mese di ottobre segna l’inizio della stagione autunnale, ossia il periodo di transizione tra l’estate e l’inverno che risulta particolarmente critico per l’organismo.

In autunno, infatti, l’abbassamento delle temperature estive, favorisce la diffusione dei virus influenzali e per tale motivo nel mese di ottobre è molto importante assumere i prodotti di stagione che la natura offre perché contengono i nutrienti necessari a proteggere il nostro corpo da insidie come l’influenza, il raffreddore e gli stati flogistici.

  • Lenticchie
  • Uva
  • Tonno
  • Mandorla
  • Stevia

Apporto nutrizionale

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Gli ingredienti

Scopri le caratteristiche degli ingredienti del Paniere della Salute di questo mese

Le lenticchie sono note per il loro elevato potere nutritivo, esse infatti, sono una buona fonte di proteine e di carboidrati complessi; inoltre contengono ferro, fosforo e vitamine del gruppo B.

Le lenticchie grazie all’elevata quota di fibre ed alla scarsa quota di grassi insaturi sono valide alleate nella lotta e nella prevenzione dell’ateriosclerosi; inoltre, sono utili in caso di stitichezza.

Hanno buone proprietà antiossidanti; contengono infatti flavonoidi e niacina. Grazie al contenuto di tiamina, aiutano la concentrazione e la memoria.Le lenticchie, inoltre, non contengono glutine e sono quindi adatte al consumo da parte dei soggetti eliaci.

Esistono numerosissime varietà di lenticchie, ma le più pregiate sono proprio quelle coltivate in alcune regioni d’Italia. Le lenticchie di Norcia, piccole e molto delicate, hanno ottenuto la certificazione IGP. Sempre in Italia, sono famose per le loro caratteristiche, le lenticchie di Colfiorito, le lenticchie verdi di Altamura, le lenticchie di Ustica e le lenticchie di Villalba, quest’ultime sono note per le loro dimensioni piuttosto grandi. In Medio Oriente è invece molto diffusa la lenticchia rossa che si trova in commercio decorticata e richiede una cottura più breve.

Alcuni studi condotti su reperti fossili, riferiscono che le lenticchie sono il legume più antico coltivato dall’uomo. Le prime tracce della loro esistenza risalgono addirittura al 7000 a.C., epoca in cui già risultano coltivazioni, specialmente in Asia e soprattutto nella regione che oggi corrisponde alla Siria e da questa zona si diffusero facilmente in tutto il mediterraneo. Per quanto riguarda il consumo, le notizie riferiscono che in Turchia erano soliti farne uso già dal 5.500 a.C. Dunque, la sua storia inizia già in tempi molto remoti: alcune testimonianze dell’uso delle lenticchie si trovano anche nella Bibbia, ma non solo.Sulle tavole degli antichi romani e greci, non mancavano mai anche se venivano utilizzate principalmente dalle classi più povere, in virtù del loro potere nutritivo ed energetico. In particolar modo, essendo un alimento facilmente reperibile e poco costoso, specialmente nel Medioevo e in periodi di forti carestie quando il cibo scarseggiava, questo piatto sostituiva facilmente un pasto completo fornendo proteine e vitamine e migliorando anche le condizioni di salute e quindi la resistenza alle malattie.

CURIOSITA’: L’usanza di mangiare lenticchie la notte di Capodanno per augurarsi prosperità deriva da una tradizione dell’antica Roma, quella di regalare, all’inizio dell’anno, una scarsella piena di lenticchie, con l’augurio che queste si trasformassero in denaro.La scarsella era infatti una piccola borsa di cuoio che si allacciava alla cintura e si usava per portare il denaro.

L’uva, regina della tavola autunnale, è ricco in tutte le sue parti di preziose proprietà ed è utile per depurarsi e sgonfiarsi e non solo. L'uva è il frutto della vite (Vitis vinifera) ed è ricca di proprietà nutritive, diuretiche ed antivirali

Che sia bianca o rossa parliamo di un alimento ricco di acqua e fibre, ma anche micronutrienti, in particolar modo di potassio e di vitamine, come quelle del gruppo B e PP. Il suo elevato contenuto di vitamina B6 aiuta a rilassare i nervi mentre il contenuto di vitamina A e C, aiuta a migliorare la circolazione. Se optiamo per quella rossa, la buccia contiene antociani e polifenoli, in particolar modo resveratrolo, ottimo antiossidante. Da un punto di vista nutrizionale, quindi, al più si deve riconoscere una maggiore ricchezza di ferro e flavonoidi (sostanze antiossidanti) dell’uva rossa confronto alla bianca che però ha un maggiore effetto diuretico. Comunque, fondamentalmente, la scelta tra le numerose varietà disponibili dipende dal gusto.

Parliamo di un alimento idratante, drenante, antiossidante, rimineralizzante e antiaging. La presenza di antociani gli conferiscono anche una funzione sul benessere del microcircolo.

Ottobre non è solo mese della vendemmia, ma anche il momento giusto per tornare in forma in modo naturale grazie ai derivati dalla vite... con peeling al mosto o bagno al vino rosso ma anche maschere ai polifenoli... il tutto ideale per rigenerare i sensi e ma anche prendersi cura di pelle e capelli preparandoli all’arrivo della stagione fredda.

I pigmenti responsabili dei colori differenti delle bucce d’uva si formano durante l'invaiatura, il processo che porta alla maturazione e sono costituiti da sostanze antiossidanti come acidi fenolici, antociani e flavonoli presenti nella buccia insieme a fibre ed acidi organici mentre nei semi, oltre a cellulosa, amido, sostanze antiossidanti, tannini e sali minerali, c’è una percentuale di olio ricca di acido linoleico.

Una componente molto importante dell’uva è il resveratrolo, ossia un fenolo contenuto nella buccia con proprietà benefiche sull’organismo (azione antinfiammatoria, antibatterica e antifungina, azione diuretica ed antiossidante).

L’uva è un frutto dolce e uno dei più energetici e zuccherini, ricca in zuccheri semplici (glucosio, fruttosio, destrosio e levulosio). Apporta 60 Kcal su 100 gr di alimento fresco. Abbiamo il 70-85% di acqua, 15-20% zuccheri, poche proteine, pochissimi grassi e buon contenuto in acido linoleico (un acido grasso essenziale capostipite della serie omega-sei), fibre, calcio, ferro, magnesio, fosforo, rame e una buona concentrazione di potassio; contiene anche minime quantità di sodio, carotenoidi, vitamina A e vitamine B1 e B6, ma anche Vitamina C a acido folico.

Data la sua ricchezza di nutrienti l’uva apporta diversi benefici all’ organismo:

  • Stimola le funzioni intestinali soprattutto se si consumano gli acidi d’uva interi, poiché buccia e semi potenziano l’azione delle sostanze contenute nella polpa. Soggetti che soffrono di calcoli renali o gastroenterocoliti, ulcera e diverticolosi dovrebbero, invece, limitarne il consumo a causa del suo contenuto di fibra e semi. Tali soggetti, al fine di non privarsi dei benefici effetti di questo frutto, possono optare per il succo d’uva.
  • Azione diuretica e disintossicante grazie al potassio, utile per eliminare le scorie accumulate ma in modo particolare per chi soffre di artriti, reumatismi e di edemi.
  • Azione preventiva, insieme all’effetto fortificante delle pareti dei vasi sanguigni e all’azione degli antiossidanti, di malattie degenerative come quelle cardiovascolari.
  • Potere antivirale grazie all’azione dell’acido tannico e del fenolo.

Storia e miti sull’uva

Originaria del Mar Caspio e diffusasi in Occidente più di 3.000 anni fa, l’uva è il frutto della Vitis vinifera. Sin dall’antichità, la vendemmia è stata celebrata con banchetti e feste nell’antica Roma in onore di Bacco, o Dioniso per i Greci, dio del vino e dell’estasi. Simbolo di vita, abbondanza, prosperità.

La trasformazione dell’uva in vino è dovuta alla fermentazione alcolica del mosto, grazie ai lieviti naturali come si legge nei celebri versi del grande Dante Alighieri in Guarda “Il calor del sol che si fa vino, giunto al’ omor che della vite cola (Purgatorio, XXV,77-78)”

Curiosità: La vinoterapia affonda le sue radici nell’antichità quando Greci e i Romani usavano “il nettare degli dei” per fini alimentari, curativi, ma anche per fini estetici eppure solo intorno al 1900 nacquero dei veri e propri trattamenti con vinoterapia. È possibile preparare degli impacchi all’uva per i capelli al fine di renderli più morbidi e luminosi o per il viso per idratarne e levigarne la pelle.

Il tonno fresco contiene un notevole quantitativo di proteine ad alto valore biologico e di grassi essenziali ed omega tipo EPA e DHA (utili nella lotta ai trigliceridi e al colesterolo in eccesso nel sangue); è anche ricco di vitamine idrosolubili e liposolubili quali: tiamina, riboflavina, niacina e retinolo.Le proteine nobili, presenti nel tonno, assicurano all'organismo tutti gli amminoacidi indispensabili per il ricambio dei tessuti e per la sintesi di quei neurotrasmettitori ed ormoni che consentono l’equilibrio neuroendocrino.

Tra i lipidi apportati dal tonno, invece, ci sono gli acidi grassi polinsaturi della serie omega 3, che determinano una riduzione del colesterolo cattivo, LDL ed un aumento di quello buono cioè l' HDL prevenendo così l’ insorgenza di problemi cardiovascolari.

Il tonno apporta 35 microgrammi di selenio per 100 grammi di alimento e circa 0,8 mg di zinco per 100 grammi di prodotto. Lo zinco ed il selenio sono oligoelementi con spiccata attività antiossidante e sono quindi i grandi alleati contro lo stress ossidativo, aiutando a mantenere corpo e mente "giovani".

Il tonno, inoltre, contiene anche calcio, favorendo così la mineralizzazione delle ossa; infine il suo apporto proteico contribuisce a mantenere il tono muscolare.

In Italia è un alimento molto utilizzato dagli italiani ne fanno un consumo massiccio; soprattutto il tonno in scatola e quello in vetro; i consumatori totali sono il 94% della popolazione.

Quasi 1 italiano su 2 (43%) lo mangia ogni settimana e lo conserva in dispensa, e 7 italiani su 10 lo inseriscono tra i 5 alimenti cui non saprebbero rinunciare (insieme a carni bianche, legumi, yogurt e bresaola). Le curiosità non finiscono qui: l’Italia è il secondo produttore europeo di tonno in scatola dopo la Spagna. Nel 2011 gli italiani hanno acquistato 141mila tonnellate di tonno in scatola per un valore di 1,070 miliardi di euro, mentre il 65% della popolazione italiana pensa che nelle scatolette di tonno ci siano conservanti; in realtà il tonno in scatola come pure quello in vetro viene preservato semplicemente grazie alla cottura a vapore ed alla conservazione sott’olio; nel caso poi del tonno in scatola, il maggior contenuto di sale contribuisce a migliorarne la conservazione. Quindi, il motivo per cui necessita non eccedere nel consumo di tonno in scatola è principalmente il suo contenuto di sale per quello al naturale e in sale ed olio per quello conservato sott’olio.

CURIOSITA’: Il tonno rosso del Mediterraneo, la specie di tonno con la carne più pregiata, viene acquistata per il mercato Giapponese nel mercato del pesce di  Tsukiji, a Tokyo, dove è venduto all’asta a cifre folli. A maggio del 2019 ad esempio, un tonno di 278 kg è stato venduto per la modica cifra di 2.7 milioni di euro (333,6 milioni di yen).

Le mandorla è ilseme della Pianta del Mandorlo o “Prunus Dulcis” epuò essere considerata la regina della frutta secca fornendo un prezioso contributo naturale per combattere e prevenire numerose patologie. Originaria dell'Asia, la mandorla cresceva già nell'età della pietra e presumibilmente venne coltivata a partire dall'età del bronzo, diventando il primo frutto lavorato dell'antichità. Per migliaia di anni questo frutto è stato considerato simbolo di speranza, rinascita e fortuna.

Nell'antico Egitto e in Grecia erano frutti molti diffusi, tanto che i Romani le chiamavano "nuxgraeca". Presso i Latini la mandorla era ritenuta un rimedio contro l’ubriachezza. Oggigiorno sono molto utilizzate per produrre liquori, estratti per dolci e insaporire alimenti tradizionali.

È un alimento con un potere calorico elevato, circa 600kcal per 100 grammi di prodotto, motivo per il quale necessita stare attenti a non consumarne in eccesso. Considerate che una porzione si aggira intorno ai 20-25 grammi e vengono spesso assunte dagli sportivi durante le gare di endurance quale ottima fonte energetica. Grazie all'alta percentuale di grassi “buoni”, ossia gli omega 6 e gli omega 3, la mandorla è un importante alimento utile per contrastare il colesterolo  dal momento che abbassa  il livello di colesteroloLDL nel sangue, contribuendo alla salute delle arterie e del cuore e aiuta a proteggere i neuroni prevenendo da malattie neurodegenerative come il Parkinson e l’ Alzheimer. Le elevate quantità di ferro la rendono anche un aiuto per combattere l’anemia, mentre il buon livello di calcio la rende preziosa per mantenere la salute delle ossa. La mandorla, inoltre, è un potente antiossidante naturalee risulta utile per la cura della pelle e il benessere dei capelli. Dalle mandorle viene estratto anche un olio, molto utilizzato e apprezzato nella cosmesi naturale proprio per le sue proprietà lenitive ed emollienti.

Curiosità: Le mandorle sono per lo più dolci, ma esiste una parte di coltivazione di mandorle amare che sono considerati tossici perché contengonoamigdalinaun glicoside che è in grado si liberare acido cianidrico e quindi può causare avvelenamento da cianuro. Se ingerite in quantità elevate possono provocare cefalee, vomito e nei casi più gravi la morte.

Tuttavia, in quantità confacenti (e spesso in associazione con le mandorle dolci) vengono impiegate in alcune preparazioni come gli amaretti per fornire un gusto e una palatabilità particolare e inconfondibile.

La Stevia è un dolcificante naturale, a differenza di altri che invece sono sintetici, cioè creati in laboratorio, come ad esempio l’ Aspartame.La stevia, infatti, è una pianta originaria del Sud America, appartenente alla famiglia delle Asteraceae, il cui nome scientifico è SteviaRebaudiana.

L’elevato potere dolcificante della stevia è dovuto a 4 componenti presenti nelle foglie: lo stevioside, il dulcoside, il rebaudioside A e il rebaudioside C.

La stevia inoltre contiene principalmentecarboidrati ma apporta anche fibre, vitamine (in particolare la vitamina A e la vitamina C) e sali minerali tra cui il ferro, lo zinco, il potassio ed il fosforo; questa pianta inoltre ha un potere dolcificante superiore di circa 300 volte rispetto al comune zucchero da tavola (il Saccarosio) senza tuttavia apportare calorie. Essa, dunque, non provoca carie e può essere assunta anche dai diabetici, inoltre essendo priva di calorie è utile anche per contrastare il sovrappeso; la capacità da parte della stevia di stabilizzare la glicemia, contrastando il diabete, dipende da una componente di questa pianta lo Stevioside di stimolare le cellule Beta del Pancreas a produrre lnsulina, l’ormone che favorisce l’ingresso del glucosio nella cellula. Infine, la stevia combatte l’invecchiamento cellulare in quanto molto ricca di flavonoidi, antiossidanti che agiscono contro i radicali liberi.

Curiosità:  Gli indigeni utilizzavano la Stevia già secoli fa per dolcificare lo “yerba mate”, una bevanda tipica delle popolazioni sudamericane, allo stesso modo di come oggi viene impiegata per dolcificare la Coca Cola Zero;  Il doppio nome “SteviaRebaudiana Bertoni” è dovuto al Botanico svizzero  Mosè Bertoni, il primo ad importare questa pianta in Occidente nel 1903 ed a studiarla; l’appellativo Rabaudiana, invece, fù assegnato in onore del farmacista Rebaudi che estrasse la parte dolce essenziale della pianta.

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    Cos'è il paniere della salute?

    Il paniere della salute è un progetto che intende offrire delle linea guida per i consumatori, con il fine ultimo di indirizzarli nelle loro scelte alimentari, nell’acquisto di prodotti che possano essere più salutari, dando sempre e comunque spazio al piacere e al gusto della buona tavola. Alla base dei suggerimenti, ci saranno le istruzioni suggerite dalla Dieta Mediterranea.

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